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«Snaturati». Dal populismo

IL LIBRO DI MARCO MOROSINI, A LUNGO A FIANCO DI GRILLO

Partiti dalla social-ecologia e finiti con le destre. Ora il ritorno alle origini?

Pubblichiamo ampi stralci dell’avvertenza-introduzione del libro 'Snaturati - Dalla socialecologia al populismo, (auto)Biografia non autorizzata del Movimento 5 Stelle' (edizioni Castelvecchi) di Marco Morosini, docente all’università di Zurigo, a lungo ghost writer e ispiratore di Beppe Grillo, oltre che collaboratore di 'Avvenire'.

Questo libro è stato terminato nel luglio 2019, poco prima della nascita inaspettata del governo tripartito del Movimento 5 Stelle con il Partito Democratico e con Liberi e Uguali. Forse allora il libro dovrebbe intitolarsi 'Rinaturati'?

Purtroppo 'Snaturati' è ancora il titolo più pertinente, perché il processo di snaturamento del Movimento è durato molti anni e non può essere invertito in qualche giorno. Snaturati, infatti, è la narrazione del Movimento 5 Stelle, dei suoi antecedenti dal 1992 e del suo graduale cambiamento di idee, di progetto e di personale. Soprattutto, però, Snaturati è l’analisi di un fenomeno politico unico al mondo: il partito digitale, con la sua organizzazione, il suo funzionamento, le sue opportunità e i suoi pericoli. Grazie a un’analisi del processo di snaturamento del Movimento 5 Stelle, il lettore può rendersi conto di quali siano le insidie endogene sulla strada del nuovo governo. Il compiacimento – anche mio – che segue alla sua formazione potrebbe indurci a non vedere o a tacere queste insidie. Parimenti, il lettore può scoprire le risorse di donne, uomini e idee nel Movimento che potrebbero portarlo all’altezza dell’impegno che si è preso e per il quale non è maturo.

Governo per 'causa di debolezza maggiore'

Il colpo di mano di ferragosto 2019 con cui è stato formato il governo Conte bis, come abile risposta 5 Stelle al passo falso del senatore Salvini, non getta buona luce su chi, contrariamente alle sue visioni politiche, lo ha improvvisato. Questo governo preterintenzionale è nato per fermare l’avanzata della destra più pericolosa d’Europa. Speriamo che ci riesca. Ma è un governo 'per causa di debolezza maggiore'. Il senatore Bersani lo ha chiamato 'un incontro tra due disperazioni'. Il timore dei capi, dei parlamentari e del numeroso personale di governo di perdere il posto e lo stipendio in caso di nuove elezioni ha aiutato molti a convincersi che, per questa volta, la sinistra è meglio della destra. Chi nel Movimento 5 Stelle decise il governo con il senatore Salvini e la sua Lega è ancora al suo posto e ha in mano tutte le leve del potere, specialmente del potere digitale. Il pensiero e il personale che sostennero il governo con il senatore Salvini sono ancora l’ossatura di buona parte dell’odierno Movimento.

Un programma improvvisato

Il programma in 20 punti del Movimento (3 settembre) e il successivo in 29 punti del governo (4 settembre) sono molto generici, perseguono un’ulteriore 'espansione economica' invece di una coraggiosa transizione ecologica e solidale e promettono la capra della crescita economica e il cavolo dello sviluppo sostenibile. Il programma di governo, inoltre, evoca un vago 'nuovo accordo verde' ( green new deal): uno slogan di successo usato da partiti e aziende per definire iniziative di ogni tipo, efficaci o fittizie. Il programma del governo, però, non spiega come mettere in pratica il suo 'nuovo accordo verde'. Il programma, inoltre, manca di ogni impegno forte e quantificato per far fronte alle cause e alle conseguenze del cambiamento climatico, un tema che invece sta diventando l’assoluta priorità di ogni governo in Europa. Inoltre, la lacuna maggiore del programma del governo M5SPd- LeU è il non affrontare l’eccessiva diseguaglianza di reddito tra i più poveri e i più ricchi, che pone l’Italia tra i Paesi meno egalitari d’Europa. Nel programma, invece, il populismo anti-casta del Movimento torna alla ribalta. Il 'taglio delle poltrone' dei parlamentari, infatti, è dichiarato dal Movimento addirittura la sua priorità numero uno, come se la crisi ecologica e quella sociale fossero meno importanti del numero di 'poltrone'. Mentre in altri Paesi i programmi di coalizione sono redatti laboriosamente in settimane o mesi, il programma del tripartito è stato improvvisato in un paio di giorni. E si vede. Forse l’indicatore più inquietante della immaturità e dello spaesamento di questo governo è il lessico: nei 29 punti del programma si legge decine di volte 'occorre, bisogna, è necessario, è essenziale, è indispensabile', ma non si legge come si vogliono fare le cose che occorrono.

Il migliore dei governi possibili

Eppure il tripartito di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Liberi e Uguali è il miglior governo che l’Italia possa avere in questo momento. Se consideriamo la storia, gli ideali e il personale dei tre partiti, una loro coalizione, prima o poi, era inevitabile, come ho raccomandato a Beppe Grillo per dieci anni. Gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle hanno votato per quattro anni come i parlamentari dei Verdi e della Sinistra Unita Europea. Praticamente in tutti i Paesi europei i Verdi sono alleati dei socialdemocratici, dei socialisti e dei comunisti. Mi rallegro davvero per la nascita di questo governo. Spero che esso cerchi di tradurre in pratica almeno una parte di quelle idee di società e di ecologia che io e Beppe Grillo abbiamo propagato insieme dal 1992 e che hanno messo le basi ideali del Movimento 5 Stelle. Di norma si fa un certo governo perché si hanno certe idee. Ora potrebbe accadere il contrario. Spero, infatti, che operare in un governo orientato alla socialdemocrazia e alla trasformazione ecologica (punto 3 del programma di governo del 4 settembre 2019) favorisca il 'rinaturamento' del mondo 5 Stelle e un ritorno ai suoi valori iniziali. In Italia, il Partito Democratico potrebbe forse realizzare alcune delle riforme che i suoi precedenti alleati osteggiarono. Lo stesso vale per il Movimento 5 Stelle e per quei suoi obiettivi politici che per la Lega erano tabù. Alcuni lo definiranno il governo più rosso e più verde che la Repubblica abbia mai avuto. Se fosse un governo onesto, rispettabile e duraturo questo sarebbe già molto.

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«Snaturati - Dalla social-ecologia al populismo, (auto)Biografia non autorizzata del Movimento 5 Stelle» (Castelvecchi, 17,50 euro) di Marco Morosini, docente all’università di Zurigo, a lungo ispiratore di Grillo

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