Bookmark and Share

«Feti da inumare, non cambia nulla»

RE

L’assessore al Welfare Giulio Gallera interviene dopo l’emendamento Pd approvato martedì in Consiglio regionale: «Anche senza una esplicita richiesta della madre di una loro sepoltura, non saranno trattati come scarti ospedalieri»

In Lombardia gli embrioni e i feti umani, frutto di aborti e senza una esplicita richiesta della madre di una loro sepoltura, non saranno trattati come «scarti ospedalieri». Lo ha ribadito mettendo i puntini sulle 'i' ieri l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, parlando della nuova legge sui servizi funebri e cimiteriali approvata martedì dal Consiglio regionale lombardo e confermando così quanto già riportato da Avvenire. Entro l’estate la giunta attraverso una sua delibera stabilirà il nuovo regolamento per funerali e cimiteri e accoglierà tutti gli aspetti indicati dalla riforma ma non ci sarà su questo specifico punto nessuna revisione.

Alla domanda se con l’emendamento del Partito democratico, approvato martedì all’unanimità dall’aula, cade l’obbligo per i Comuni lombardi di seppellire quei feti, che d’ora in avanti potranno essere tumulati solo su richiesta esplicita della donna, Gallera ha risposto che: «No, tutto resterà come oggi, lo spiegheremo nel regolamento ». Insomma, gli embrioni e i feti non saranno derubricati a 'scarti ospedalieri', non ci sarà quindi - su questo punto - un ritorno a prima della legge regionale del 2007 introdotta dall’allora amministrazione guidata da Roberto Formigoni, che proprio l’aula ha riformato in questi giorni.

«Il nostro emendamento nulla dice sul destino del prodotto del concepimento qualora la donna non ne chieda la sepoltura – ha precisato Carlo Borghetti, consigliere regionale del Pd e firmatario dell’emendamento –. Sta alla Regione regolamentare ora questa fattispecie per evitare che ogni ospedale proceda in modo diverso. Noi abbiamo voluto riportare alla volontà e responsabilità della donna(o di chi è titolato la scelta della sepoltura, eliminando la norma ampiamente disattesa che metteva in capo ai Comuni l’obbligo di sepoltura e lasciava così alle strutture ospedaliere decidere come procedere, senza indicazioni. Personalmente sono favorevole a che si provveda come si fa per le parti anatomiche riconoscibili, per le quali è prevista la collocazione in un luogo specifico nel cimitero, o la cremazione».Ma martedì l’orientamento che veniva esternato a margine dei lavori d’aula tuttavia sembrava ben diverso, prospettando il ritorno invece alla classificazione a 'scarti ospedalieri'.

In pratica, ha precisato l’assessore, nel caso di mancata richiesta di sepoltura del feto al cimitero da parte della donna (o di chi per legge è titolato alla decisione sull’interruzione di gravidanza, come per esempio i genitori nel caso in cui la mamma sia minorenne), «i prodotti del concepimento verranno collocati in aree cimiteriali apposite dove per legge sono poste le parti anatomiche riconoscibili, ad esempio, gli arti, come braccia e gambe». I feti, ha detto ancora Gallera, «saranno trattati così come avviene per le parti anatomiche riconoscibili » e le strutture sanitarie comunali dovranno dare loro «collocazione idonea, senza enfasi, ma, certo, non sono rifiuti. Ci sarà una sepoltura intesa come luogo fisico». Infine, per l’assessore sulla questione della 'gestione' dei feti da aborto sono circolate inesattezze, «è uscita un’interpretazione non corretta che provato già a smentire, ma sono contento di poterlo ribadire e specificare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il grattacielo Pirelli, sede del Consiglio regionale lombardo

Bookmark and Share