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Così lo spirito missionario si ritempra con la fraternità

Assisi

«Ogni essere umano è amato da Dio ed è perciò “terra sacra”. Noi uomini siamo tessuti di relazione e la fraternità è come il marchio di fabbrica che ci portiamo addosso». Si potrebbe sintetizzare con le parole della filosofa Giuseppina De Simone il senso delle Giornate di formazione e spiritualità missionaria che sono iniziate giovedì e si concludono stamattina ad Assisi. Iniziativa promossa dall’Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese e dalla Fondazione Missio che quest’anno – nella sua 18ª edizione – ha dato la possibilità ai partecipanti di seguire i lavoro online. “Tessitori di fraternità” era il tema e i destinatari erano i direttori dei Centri missionari diocesani e le loro équipe, i vescovi incaricati delle Commissioni missionarie regionali, i rappresentanti degli Istituti missionari, gli animatori missionari delle parrocchie e delle associazioni missionarie laicali. Circa duecento i partecipanti da tutta Italia.

«Chi fa esperienza della paternità di Dio – ha detto don Ezio Falavegna, docente di teologia pastorale alla Facoltà teologica del Triveneto – sa apprezzare il volto della diversità in ogni cultura e in ogni fede». «Il dono della fraternità è gratuito e sovrabbondante», ha aggiunto De Simone, docente alla Pontificia Facoltà Teologica del-l’Italia Meridionale. Importante è accettare di «venire trasformati dallo sguardo del diverso».

«La pandemia è stato uno tsunami – ha ricordato suor Alessandra Smerilli, docente di economia politica alla Pontificia Facoltà di scienze dell’educazione “Auxilium” di Roma – ha amplificato le differenze economiche, di genere, lavorative». Ma ha fornito anche lo stimolo per «sguardi nuovi» e la consapevolezza che «dalle crisi se ne esce solo insieme». «Se lo spirito agisce sempre nella vita delle persone, perché non sappiamo leggerlo?», si è domandato don Augusto Barbi, biblista del-l’Istituto Superiore di scienze religiose di Verona, «è mancanza di fede nell’azione di Dio il pensare che le trasformazioni culturali siano negative: la fede ci deve indurre a un ottimismo realista». Mentre per don Armando Matteo, docente di teologia fondamentale alla Pontificia Università Urbaniana di Roma, «l’antidoto all’egolatria e al “narcinismo”, fusione di narcisismo e cinismo, esiste ed è la riscoperta della fraternità, anche tramite l’Evangelii gaudium ». Stamattina gli interventi finali di don Nicola Agnoli, dello Studio teologico San Zeno di Verona, e di don Giuseppe Pizzoli, direttore generale della Fondazione Missio.

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Si concludono oggi ad Assisi le Giornate di formazione e spiritualità dedicate agli animatori delle realtà missionarie lungo la Penisola «Chi fa esperienza della paternità di Dio sa apprezzare il volto della diversità in ogni cultura»

Ad Assisi la conclusione delle Giornate nazionali di spiritualità missionaria Nella foto don Giuseppe Pizzoli, direttore della Fondazione Missio, e suor Alessandra Smerilli

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