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Acli, una scuola per insegnare i mestieri ai giovani del Mozambico

PAZZAGLIA

«Olio di palma, banane, sim card ecover dei cellulari, gli uni accanto alle altre sulle bancarelle del mercato di Maputo, rappresentano già a prima vista le contraddizioni di uno dei Paesi più poveri del continente africano». È appassionato il racconto di Roberto Rossini, presidente delle Acli, di ritorno dal Mozambico dove, nell’ambito del progetto 'Acli4Africa', è appena nato l’ente di formazione professionale Enaip Mozambico, che insegna la meccanica e la falegnameria a mille ragazzi del luogo. «Il Mozambico è un Paese giovane» dice Rossini, ma questo avviene perché «la speranza di vita media è di 40 anni, la mortalità infantile è al 50%». Grazie ad un missionario italiano la scuola 'Estrella Do Mar' ha messo le prime ra-dici ad Inassoro, nella parte più arretrata del Paese, ma con 'Acli4Africa' è diventata un ente di diritto mozambicano, il cui presidente è Luigi Bobba, già presidente Acli e sottosegretario al Lavoro. C’è chi dice 'aiutiamoli a casa loro', in cerca di uno slogan, poi ignora il problema; c’è chi non lo dice, ma lo fa.

L’Ente di formazione professionale delle Acli, d’altra parte, aveva fatto la stessa cosa a metà del secolo scorso nei territori più poveri e rurali d’Italia, Europa, Sud America: è stato naturale il passo «verso un Paese che è fermo, nello sviluppo industriale, a due secoli fa, ma dove tutti hanno Internet, un cellulare, un’antenna parabolica, le magliette della Juventuse del Milan, rendendo evidenti le contraddizioni della postmodernità» spiega Rossini. Ci sono corsi di studi pensati anche per le ragazze: «quello inhôtellerie ha fatto sì che nascesse un vero hotel sull’Oceano, contribuendo in modo determinante allo sviluppo turistico di Inassoro e, quindi, generando un indotto per tutta la zona» racconta Rossini. «Le Acli hanno portato in Africa interventi di formazione, di sviluppo sociale ed imprenditoriale, nel tentativo di aiutare i giovani a formarsi e pensare a progetti d’impresa che possano garantire lo sviluppo. In Italia si tratta di cose date per scontate, invece, in Mozambico, si tocca con mano la bontà di una politica legata allo sviluppo della formazione, che cambia le sorti di tanti giovani e, con essi, di un Paese intero». Fraessi c’è Jacinto, che dopo il diploma alla 'Estrella do Mar' si è laureato al Politecnico di Torino ed è subito tornato fra la sua gente. «Ora formo gli insegnanti della scuola alle nuove tecnologie» dice, in italiano perfetto «e vedo come la vita di tante persone, me compreso, cambia grazie a questa scuola». Poi c’è Justine, che ha frequentato il corso di sartoria e si è specializzata negli abiti da sposa. «Dopo il tirocinio, Ipsia, la Ong delle Acli, mi ha aiutata a mettermi in proprio. Ora ho la mia attività, lavoro per le persone più benestanti, che possono permettersi abiti di qualità. Ma per il matrimonio nessuno bada a spese» sorride. I guadagni? «Tutti per la mia famiglia, che è rimasta al villaggio. Grazie a me ora stanno molto meglio e io sono felice ed orgogliosa di ciò che faccio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA Rossini e Bobba hanno lanciato in Africa un’iniziativa firmata Enaip.

«Un segno di sviluppo»

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