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«L’economicismo impera Va ritrovata la comunità»

GRIENTI

INTERVISTA

Serge Latouche, economista e filosofo francese, indica la via da seguire: «Solo quando siamo di fronte a una collettività di uomini si riscopre la politica. L’economia deve venire solo alla fine»

di recente tornato dalla Sicilia per una serie di conferenze e incontri sulla decrescita, Serge Latouche, economista e filosofo francese, professore emerito all’Università Parigi XI, autore de La Scommessa della Decrescita, Limite e Usa e getta. Le follie dell’obsolescenza programmata.

Professore siamo davanti a un quadro economico e sociale, in Europa e nel mondo, in cui quella che un tempo era definita borghesia sembra essere scomparsa per lasciare il posto a un ceto medio dentro al quale i nuovi movimenti politici cercano consenso facendo leva sui sentimenti di rabbia e di invidia, veicolati anche attraverso i social? Questo genera una perdita di fiducia della gente verso la politica.

Viviamo dentro un sistema che non è più un sistema politico, ma un sistema economico. C’è l’impero delle multinazionali che hanno svuotato la politica del suo vero significato. È vero che la borghesia non esiste più, ma il ceto medio che c’era nel dopoguerra e che rappresentava la forza delle società occidenta-Èli, alla fine della Seconda guerra mondiale, non esiste più. C’è invece quella che filosofi come Michael Hardt e Antonio Negri definiscono 'multitude'. Siamo davanti a una precarietà sociale e culturale, del popolo e del lavoro. Per rispondere alla sua domanda: la rinascita della politica può venire solo se si esce dall’impero dell’economicismo. Occorre superare questa fase storica dell’impero dell’economia per ritrovare la comunità e ri-trovare l’uomo. Abbiamo trasformato il cittadino in consumatore, quasi come un robot, una macchina. Dovremmo invece andare alla riscoperta delle radici che stanno alla base dell’umanità. Solo quando siamo di fronte a una collettività di uomini si riscoprela politica.

Quale futuro per l’Europa come soggetto economico nello scacchiere geopolitico internazionale? C’è ancora possibilità per una svolta?

C’è una possibilità. Non siamo di fronte a un determinismo assoluto. Oggi purtroppo l’Unione Europea è un gigante economico, ma un nano politico. L’Ue ha un peso molto debole anche perché è entrata dentro questa logica dell’economicismo e del totalitarismo del mercato. L’Europa deve essere prima di tutto una comunità culturale, poi un’entità politica. L’economia deve venire solo alla fine. Invece abbiamo fatto tutto il contrario.

C’è un modello a cui si potrebbe guardare?

Per me l’unico modello che funziona abbastanza bene ancora oggi è quello della Svizzera: una confederazione di piccole repubbliche. Non di Stati-nazione, ma di regioni. Forse nessuno prende spunto da questo modello perché si rivela l’esperienza più democratica al mondo. Si sente parlare spesso di modello francese, americano oppure inglese, ma pochi o nessuno parlanodi quello svizzero.

Quanto è importante la cultura?

La società, per citare L’istituzione immaginaria della società del pensatore e filosofo greco-francese Cornelius Castoriadis, si istituisce prima nell’immaginario e poi si realizza. La cultura ha un ruolo fondamentale. La cultura è l’unica speranza per rifondare una comunità umana. Il problema semmai è chiedersi se c’è ancora una cultura. Il totalitarismo economico sta distruggendo sempre di più la cultura. L’economia è un meccanismo cieco che funziona solo sulla ricerca del profitto e che è fondata storicamente sulla distruzione dell’etica. È il meccanismo della 'mano invisibile' che non ha bisogno né di cultura né di etica. È un meccanismo cieco, un automatismo. L’unica etica è la ricerca di fare denaro con altro denaro.

Secondo lei esiste il rischio di un ritorno ai regimi autoritari e totalitari che hanno lacerato l’Europa in passato?

Purtroppo siamo passati dai totalitarismi e dai regimi del passato, pagati a duro prezzo, a un totalitarismo soft, quello del mercato, che genera frustrazione, crisi e molti problemi, terrorismo compreso. C’è però un’altra forma di totalitarismo a cui stare attenti: quello eco-tecnologico, molto simile a quello narrato negli anni Settanta dalla fantascienza con il film come 2022: i sopravvissuti (Soylent Green).

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«L’Ue gigante economico, ma nano politico.

Un modello?

La Svizzera, confederazione di repubbliche regionali»

Per Latouche le multinazionali hanno svuotato la politica del suo vero significato

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